domenica 3 febbraio 2008

Le liberalizzazioni difficili

Si è svolto a Roma lo scorso 29 Gennaio, presso la Camera dei Deputati un convegno molto interessante organizzato da Assoutenti ed Interazione sul tema della concorrenza dei trasporti.
Suddiviso in tre sessioni, trasporti pubblici locali, ferrovie ed aeroporti il dibattito ha dimostrato quanto l’Italia, in questi tre campi, sia ancora poco liberalizzata.

La riforma dei servizi pubblici locali, voluta nel Luglio del 2006 dal Ministro Lanzillotta, è abortita dopo che le lobbies locali hanno fatto il possibile per smontarla lentamente, ma inesorabilmente. La riforma è necessaria, ma è ancora più necessario fare una riforma che sia effettivamente capace di eliminare i problemi che affliggono questo settore che incide notevolmente sul prodotto interno lordo italiano.
La presenza del presidente di Confservizi, Raffaele Morese, ha portato la voce di chi vuole mantenere le rendite di posizione. La difesa di quest’ultimo, che non è possibile generalizzare l’inefficienza del trasporto pubblico locale in Italia è confutata da molti studi: lo stesso Istituto Bruno Leoni ha dimostrato come i costi del settore siano superiori in Italia rispetto la media Europea di almeno il 40 per cento.
I paesi che hanno maggiormente liberalizzato il trasporto pubblico locale sono un esempio di come sia possibile ridurre gli sprechi di risorse pubbliche e al contempo eliminare l’intreccio che lega le nomine di amministratori delegati di aziende pubbliche e la politica locale.

Il dibattito ha mostrato anche l’assenza di un mercato liberalizzato nel settore del trasporto ferroviario. Il professore Marco Ponti, del Politecnico di Milano, ha evidenziato tutte le debolezze e gli sprechi del settore.
La concorrenza nel mercato passeggeri, formalmente esistente grazie al decreto legislativo 138 del 2000, nella realtà è praticamente nulla. L’indice delle liberalizzazioni del 2007 dell’Istituto Bruno Leoni mette in luce come in Italia il trasporto ferroviario sconti un’arretratezza rispetto a diversi Paesi Europei.
La liberalizzazione imposta nel trasporto ferroviario merci dall’Unione Europea e l’approvazione del terzo pacchetto ferroviario Europeo sono aspetti positivi che senza un’effettiva separazione di Trenitalia da Rete Ferroviaria Italiana e una privatizzazione della prima poco saranno utili allo sviluppo del mercato. I costi delle infrastrutture ferroviarie italiane sono inoltre tre volte quelli di Spagna e Francia.

L’ultimo settore analizzato dal convegno è quello aeroportuale. Gli aeroporti operano in un contesto di monopolio naturale, mentre le compagnie aeree, clienti degli aeroporti stessi, hanno un mercato fortemente liberalizzato.
La distorsione che ne deriva, fa sì che i maggiori operatori aeroportuali italiani abbiano dei margini simili a quelli degli operatori di telefonia mobile, mentre per i vettori aerei l’EBIT difficilmente arriva a valori del 10 per cento.
La riforma del trasporto aereo nazionale, voluta dal Ministro Bianchi, che prevede tra l’altro la scelta della specializzazione aeroportuale è totalmente una scelta anti-mercato che danneggerebbe il settore del trasporto aereo, che dal 1997, anno della liberalizzazione europea è cresciuto di quasi il 100 per cento.
La volontà di mettere a sistema gli aeroporti del Nord Italia, come molti politici o economisti affermano, provocherebbe una diminuzione della concorrenza in un settore, quello aeroportuale, dove è già ridotta al minimo.
La capacità di mettere a sistema non è inoltre il punto forte dell’Italia: l’unico sistema aeroportuale del Nord Italia, Milano, gestito dalla SEA, è riuscito a far cannibalizzare Malpensa da parte di Linate togliendo quelle poche possibilità di fare dello scalo varesino un hub competitivo. Sarebbe meglio aumentare la competizione tra gli aeroporti ed eliminare una gestione pubblica degli scali che provoca molte inefficienze.

I temi affrontati hanno dimostrato quante resistenze esistono per mantenere le rendite di posizione in settori dove il monopolio è ancora forte. Una grande azione di liberalizzazione dei tre settori è necessaria al fine di sviluppare il mercato, favorire i cittadini e creare posti di lavoro. Il settore delle compagnie aeree ha messo in luce che la liberalizzazione crea dei vantaggi enormi per l’economia. Negli ultimi dieci anni è raddoppiato il numero di passeggeri trasportati a livello europeo, con una creazione stimata di posti di lavoro diretti di circa 400 mila occupati.
È inoltre necessaria una maggiore presenza di privati in questi settori, poiché una gestione privatistica delle imprese porterebbe ad una diminuzione dei costi delle imprese stesse ed eliminerebbe l’intreccio economico-politico che attualmente domina i settori.

1 commento:

Phastidio ha detto...

Raffaele Morese è un ex (?) dirigente sindacale della Cisl. Come dire, l'uomo giusto al posto giusto. Chiedergli di riconoscere le rendite parassitarie dei servizi pubblici locali è come chiedere ai tacchini di anticipare il Ringraziamento.