domenica 26 agosto 2007

Liberalizzazioni radicali

I radicali hanno presentato alcuni giorni fa la loro "campagna d'autunno". Si tratta di un documento in ventisei punti, attraverso i quali Marco Pannella ed i suoi cercano di chiarire le modalità con le quali essi stanno nella maggioranza. In una recente intervista, Pannella ha giustamente riconosciuto il ruolo del governo nel promuovere alcune liberalizzazioni - è la parte dell'esperienza a sinistra a cui mette il segno più. Forse le "lenzuolate" non bastano a pareggiare provvedimenti di ben altra marca, ma, sul tema, ognuno faccia le sue valutazioni.
E' interessante invece notare come molti dei ventisei punti radicali siano interessanti e possibili. Anche qui, diverse opinioni sulla contingenza che li ha generati sono legittime: qualche malizioso potrebbe notare che sono giusto ventisei, cioè il doppio dei tredici punti di Capezzone. Però se la civiltà in politica è anche occuparsi un po' meno delle faide, e un po' più dei contenuti, ce ne sono sicuramente di positivi - nel documento pannelliano.
Per esempio:
- PRIVATIZZAZIONE ALITALIA: fissare tempi certi per la vendita, svincolata da condizioni incompatibili con il mercato, o liquidare per non far pagare ai contribuenti 60 milioni al mese;
- POSTE E POLIGRAFICI: privatizzare e liberalizzare il mercato delle Poste italiane e privatizzare l’Istituto poligrafico dello stato, attuando l’impegno contenuto nel dpef;
- WIMAX: realizzare un’asta davvero aperta per le licenze Wimax, per favorire nuovi accessi in concorrenza con gli attuali operatori dominanti nel settore delle telecomunicazioni;
- FARMACIE: liberalizzare la vendita dei farmaci per garantire i diritti degli utenti-pazienti.
Cito questi quattro sia perché ricordano alcuni temi sui quali abbiamo lavorato all'IBL (basti uno sguardo ai nostri Focus e Briefing Papers), sia perché potrebbero essere cose "giuste e fattibili". Ho i miei dubbi che con questo esecutivo si possa avere "concorrenza nei lavori pubblici", o fare "politica attiva di attrazione degli investimenti esteri attraverso semplificazione burocratica e leva fiscale" (anche perché, almeno nei casi di Autostrade e Telecom, il premier è parso avere tutt'altra priorità che attirare gli investimenti esteri), e men che meno "legare i finanziamenti alla valutazione delle università" (anche questo promettono i radicali). Parallelamente, alcuni dei punti pannelliani sono vaghi in modo persin desolante: "introdurre meccanismi generalizzati di welfare to work", per esempio, che vuol dire?
Però privatizzare le poste (e soprattutto neutralizzare il bullismo di Poste Italiane), fare una vera asta wi-max, privatizzare bene Alitalia (at last), portare i farmaci di classe C (su ricetta ma non rimborsati) nei supermercati e nelle para-farmacie: ecco, queste sono cose alle quali un governo di sinistra, per nulla ideologicamente "liberista" ma semplicemente interessato a migliorare le condizioni del cittadino-consumatore, potrebbe mettere mano. Sono cose "alla Bersani", se volete. E sono cose di cui ci sarebbe bisogno.
Vedremo allora se i radicali tireranno fuori gli artigli e riusciranno a portare a casa almeno quattro dei loro ventisei punti, o se dopo l'agenda Giavazzi anche l'agenda Pannella resterà un libro dei sogni.

4 commenti:

scrooge ha detto...

suggerimenti per l'asta wi-max?

John Christian Falkenberg ha detto...

Nessuna asta. Deregolamentiamo e liberalizziamo davvero lo spettro, se la tecnologia lo permette: credo sia inutile creare artificialmente un monopolio, laddove non esiste.

Marcoaurelio ha detto...

si ma tu mi insegni che le aste sono fatte anche per fare "cassa". si potrebbe pensare a mettere molti pacchetti id frequenze. Questo garantirebbe una pluralità e liberalizzazione del mercato e farebbe fare anche cassa. Io poi, lascerei delle frequenze, a disposizione degli enti locali per garantire che laddove nona rrivassero i privati, gli enti locali possano attivarsi per garantire il servizio. no?

Anonimo ha detto...

Si' ma almeno i Radicali ci provano, e sono gli unici veri liberisti presenti in parlamento. Voi dell'Ibl non sembrate simpatizzare per la Lista Marco Pannella, ma fate male: loro dicono da 50 anni cio' che voi dite da qualche anno.

Dovreste supportarli