domenica 2 marzo 2008

Alitalia vicina al fallimento

I dati sono di Venerdì 29 febbraio; la disponibilità netta a breve di Alitalia è precipitata sotto i duecento milioni di Euro e il fallimento è sempre più vicino. La compagnia di bandiera ha comunicato che al 31 Gennaio del corrente anno la disponibilità netta a breve era di soli 135 milioni di Euro, in peggioramento di 85 milioni rispetto al mese precedente.

La vendita degli slot di Londra Heathrow e altre maggiori entrate e minori costi non ricorrenti hanno “salvato” il bilancio del 2007, ma non permettono di salvare la compagnia.

La lentezza della gara di privatizzazione dovuta alla procedura farraginosa del Ministero dell’Economia, gli intralci del TAR chiamati in causa da Airone e la battaglia politica intorno a Milano Malpensa precipitano le condizioni del vettore.
La ricapitalizzazione invocata dall’amministratore delegato Maurizio Prato di 750 milioni di Euro è sempre più necessaria e la vendita ad AirFrance deve accelerare.

L’anno scorso si è rivelato uno dei migliori per le compagnie aeree e i profitti sono cresciuti per la maggior parte dei vettori; in particolare le maggiori compagnie aeree europee hanno mostrato dei risultati eccellenti.
Il primo gruppo europeo e mondiale, Air France-KLM nei primi 9 mesi fiscali (31 Dicembre 2007) ha accresciuto il proprio risultato operativo a 1451 milioni di Euro dai 1216 milioni di Euro del 2006 (+18 per cento).
L’EBIT di British Airways è cresciuto del 28 per cento arrivando alla fine del 2007 (9 mesi fiscali) a superare i 730 milioni di Sterline (circa 1 miliardo di Euro).
La spagnola Iberia, che sempre più sta focalizzando il proprio business sull’intercontinentale, ha migliorato il risultato operativo passando da 135 milioni di Euro del 2006 ai 412 milioni di Euro del 2007.
La stessa Ryanair, primo vettore low cost europeo, che ha mostrato segni di debolezza nel terzo trimestre fiscale del 2007 (conclusosi il 31 Dicembre 2007), nei primi nove mesi ha visto crescere l’EBIT a 505 milioni di Euro dai 443 milioni di Euro dell’anno precedente.

Alitalia continua a macinare perdite e ogni giorno di più si avvicina il fallimento. Febbraio sarà un altro mese molto difficile per la compagnia e Marzo sarà forse salvato dalla Pasqua anticipata. Il load factor in questi mesi invernali è molto basso e lo yield è in continua diminuzione.
Entro il 14 Marzo AirFrance ha la possibilità di fare la propria offerta per la compagnia italiana. Lo scoglio AZ Service non è facile da superare, soprattutto in campagna elettorale, in quanto sono a rischio migliaia di posti di lavori nel bacino romano. L’inefficienza di questa società del gruppo Alitalia e di Fintecna è difficile da risolvere senza esuberi.
Dopo il 14 Marzo inoltre, Airone è libera di fare la propria offerta per la compagnia di bandiera italiana, sempre che sia in grado.

E Malpensa?
I difensori del Nord in realtà stanno bloccando lo sviluppo dello scalo varesino. La legge regionale della Regione Lombardia approvata lo scorso mese, blocca il rilascio degli slot e nonostante 18 compagnie, tra le quali grandi operatori mondiali, vogliano entrare o rafforzare la propria presenza sullo scalo, di fatto tutto è bloccato.
La legge regionale impone un parere, seppur non vincolante, che la Lombardia deve dare al fine di poter ri-assegnare gli slot. La perdita di tempo non è utile all’aeroporto e rallenta il rilancio di Malpensa senza Alitalia.

In questo incrociarsi di leggi e ricorsi, l’unico a perderci è il mercato, mentre Alitalia lentamente ogni giorno di più si avvicina al fallimento.

1 commento:

nuovo medioevo ha detto...

Credo che solo i dipendenti di Alitalia piangeranno per la sua fine. Io sono anni che non volo più con quel vettore, e senza rimpianti. L'ultima volta ho volato, scomodissimo, su un aereo vecchio di 25-30 anni. L'ultimo volo che ho fatto (Singapore) all'andata l'aereo era quasi nuovo, al ritorno addrittura compiva il volo inaugurale. Per dare un'idea l'economica sembrava la business alitalia. Se fallisce finiremo di mettere soldi dello stato in quel buco enro e, magari, vedremo sorgere un vettore nazionale, o europeo, più economico ed efficiente al suo posto.
Saluti