martedì 22 luglio 2008

Poste da fantascienza nell'Italia prossima ventura

Dopo aver letto lunedì a tarda sera l'intervista di Sarmi su Affari e Finanza di Repubblica, Asimov mi è comparso in sogno e mi ha rivelato il prossimo fantascientifico servizio a valore aggiunto di Poste Italiane: il postino telematico con suoneria personalizzata. In sostanza il postino non suonerà più il campanello di casa nostra ma porterà con se suonerie personalizzate che potranno essere scelte, a pagamento, dai consumatori. Al Nord sarà comunque fatto divieto assoluto di scegliere come suoneria l'inno di Mameli.
Il postino del futuro sarà inoltre dotato di un minitritacarta-scanner ecologico portatile nel quale inserire direttamente le missive che il cliente intende spedire; questo al fine di evitare che si accumulino nei magazzini delle Poste e possano essere inviate al macero solo con grave ritardo e con costi aggiuntivi. I frammenti, opportunamente scannerizzati, saranno inoltrati al destinario via mail; in tal modo Poste potrà gestire direttamente l'e-substitution.
In cambio il postino continuerà a non recapitare la posta cartacea ai clienti i quali potranno andarsela a ritirare di persona alla sede Cisl più vicina, previa sottoscrizione di tessera con foto di Ialongo in copertina. Ogni 10 lettere in tal modo ritirate Tremonti offrirà, a pagamento, un'azione di Poste Italiane. A fine anno ogni famiglia italiana, che avrà in tal modo accumulato circa 30 azioni, dovrà versare a Poste Italiane un dividendo di 1,2 euro per azione, corrispondenti a 36 euro, esattamente l'equivalente del costo per famiglia del cosiddetto "(dis)servizio universale", sinora versato dal contribuente tramite il Tesoro.
Questa forma di azionariato popolare sarà tuttavia riservata ai soli cittadini italiani, con divieto assoluto di detenzione di azioni di Poste da parte di extracomunitari, regolari o irregolari, i quali dovranno continuire a contribuire a Poste esclusivamente attraverso l'acquisto, al prezzo tradizionale di 30 euro, del 'kit dell'immigrante', chiamato anche 'spedisci pure, tanto il permesso di soggiorno non lo vinci'.
A causa di un emendamento presentato alle due di notte dal leghista trentino Maurizio Fugatti, inoltre:
  • nel territorio padano i postini dovranno rispondere ai seguenti requisiti: essere nati e residenti in Padania, da genitori padani (da entrambi i lati) ; in alternativa dovranno dimostrare di conoscere perfettamente i 456 dialetti che vi si parlano;
  • le nuove divise dovranno essere rigidamente verdi e anche il tritacarta-scanner dovrà risultare prodotto in Padania in tutte le sue componenti (in tal caso è accettato anche se non funziona);
  • la posta internazionale potrà transitare solo dall'aeroporto di Malpensa;
  • la posta in arrivo dal Sud dovrà essere regolarmente disinfestata e quella da Napoli anche deodorata;
  • il prezzo del francobollo è fissato, per le regioni in cui la Lega non arriva al 10% dei consensi elettorali, a 6 euro.

Fantascienza? Anche se con Tremontik, supereroe mascherato da giustiziere fiscale, e le performance emendatorie notturne di Fugatti tutto è ormai possibile, per fortuna si trattava solo di un incubo e mentre stavo già per chiedere asilo politico al Principato di Monaco mi sono svegliato. In tempo per accendere il computer e aggiornarmi sul dibattito scaturito dalle osservazioni gestuali di Bossi sull'inno di Mameli.

Postilla. Al lettore serio di 'liberalizzazioni' questo post apparirà, come in effetti è, poco serio. Ma l'Italia, che seria invece dovrebbe essere, purtroppo lo è ancora di meno (come l'esempio della performance bossiana dimostra ampiamente). Dopo le scelte pubbliche più recenti in tema di economia e di libertà, economiche e personali, ben poco ci resta poco da fare: o la prendiamo in ridere, sinché ci sarà permesso, o emigriamo davvero.

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