giovedì 31 luglio 2008

Mercato contro Stato, O’Leary contro Governo

Che Michael O’Leary sia il naturale candidato alla guida del Partito Democratico (al posto di un cotto Veltroni) ce lo ha già fatto notare Ugo Arrigo.

Oggi, invece, scopriamo la strategia dell’a.d. di Ryanair per conquistare il prestigioso incarico politico: un sì convinto al mercato ma anche una strizzatina d'occhio ai girotondini, ai quali regala la sua critica all'uso del jet privato da parte del primo ministro italiano.
MILANO - Niente scuse. La multa subita dall'Antitrust e gli attacchi della maggioranza di governo non bastano a fermarlo. Lo slogan proposto da Silvio Berlusconi per rilanciare la compagnia di bandiera italiana «amo l'Italia, volo Alitalia» dovrebbe essere riproposto come «amo l'Italia ma volo sui jet privati»: è quello che sostiene l'amministratore delegato della compagnia low cost irlandese, Ryanair, Michael O'Leary. Questi, nel corso della presentazione di sette nuove rotte della sua compagnia trasferite dall'aeroporto di Forlì a quello di Bologna, ha ironizzato sulle recenti dichiarazioni del capo del governo. «Berlusconi dovrebbe smettere - ha detto O'Leary - di dire questi slogan. Dovrebbe, quindi, o volare con Alitalia o, se veramente ama l'Italia, trovare una soluzione per sistemare la
situazione».

A differenza di O’Leary, noi non nutriamo dubbio alcuno sull’amor patrio del Cavaliere e non abbiamo affatto da ridire sulla flotta aerea berlusconiana. Ciò che a noi preme è che Berlusconi non permetta al nuovo Pd o’learyiano di scavalcarlo in tema di liberismo. Insomma, compito per le vacanze per il Presidente: riscoprire le virtù di quella cosa che usavamo chiamare mercato. Tremonti permettendo.

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