lunedì 31 marzo 2008
Alitalia (Dizionario dell'Italia)
Alitalia. Azienda pubblica di trasporto aereo che non è mai riuscita a decollare.
Anch'io sono qui
Non ho saputo resistere alla tentazione del quiz politico. E pure i miei risultati, surprise surprise, non sono troppo lontani da quelli di un notorio fricchettone che parla come un linceo in frac. Non ho ancora deciso, però, cosa fare il giorno delle elezioni: febbre o inderogabile impegno all'estero?
Alitalia, Malpensa e i numeri del mercato
Ieri è terminato il decennio di 'comando politico' di Alitalia a Malpensa. Accanto alla preoccupazione per chi potrà trovarsi in difficoltà lavorative a causa della riduzione di attività sullo scalo lombardo, è necessario riflettere sulle cause che hanno portato a questa scelta.
Quando Alitalia si spostò su Malpensa deteneva circa il 50% del traffico a lungo raggio, quello organizzato sul modello hub&spoke. Nei dieci anni trascorsi il mercato a lungo raggio è più che raddoppiato ma poichè la capacità di Alitalia su questo segmento è rimasta sostanzialmente invariata (stessi aeromobili, identica offerta, identica domanda), la sua quota di mercato si è ridotta a poco più del 25%.
Con la domanda di traffico a lungo raggio soddisfatta sia allora che adesso Alitalia non può sostenere due hub: la decisione del 1998 è stata un errore e quella attuata ieri una dolorosa ma necessaria correzione. Tuttavia, se ora Alitalia avesse il 50% del mercato a lungo raggio, cioè la quota di mercato di allora applicata alle dimensioni attuali del mercato, due hub sarebbero perfettamente sostenibili. Il 50% del mercato, ma in realtà basterebbe anche il 40%, è una percentuale non implausibile se si considera che stiamo parlando di un segmento non libero ma ancora duopolizzato dai trattati internazionali (tranne che per i collegamenti con gli USA, appena aperti alla competizione).
Quali requisiti avrebbero potuto portare a una posizione così solida di Alitalia? La sua possibilità di crescere nel tempo, aumentando l'offerta (sarebbero infatti necessari circa 60 aeromobili a lungo raggio per i due hub, il doppio di quelli effettivi), congiunta alla capacità di essere competitiva in termini di qualità e di costi. Si tratta di requisiti abituali, perchè necessari, nelle imprese a gestione privatistica operanti in mercati concorrenziali. Con la gestione pubblica, invece, il secondo requisito è stato mancato soprattutto per gli effetti della cogestione sindacale e del comando politico su Malpensa che hanno fatto lievitare i costi e mandato in deficit il bilancio; il primo, in conseguenza, è stato mancato per l'impossibilità di finanziare la crescita, non potendo per ovvi divieti europei ricapitalizzare a piacere con soldi dello stato un'azienda pubblica in deficit.
Da questa analisi si possono trarre due insegnamenti:
1) Se dieci anni fa anzichè aprire Malpensa per decisione politica si fosse privatizzata Alitalia, gettandola sul mercato, essa avrebbe avuto la necessità di essere competitiva e la conseguente possibilità di aumentare nel tempo la sua capacità di offerta;
2) Con Alitalia privatizzata nel 1998, e cresciuta nel tempo in maniera simile ad Air France, essa avrebbe ora i numeri per un secondo hub intercontinentale.
Se si fosse lasciato fare al mercato, ieri Alitalia avrebbe potuto inaugurare a Malpensa il suo secondo hub anzichè chiuderlo; invece, la pessima decisione politica di aprirlo a forza dieci anni fa ha affossato Alitalia che ha trascinato con sè anche Malpensa.
Quando Alitalia si spostò su Malpensa deteneva circa il 50% del traffico a lungo raggio, quello organizzato sul modello hub&spoke. Nei dieci anni trascorsi il mercato a lungo raggio è più che raddoppiato ma poichè la capacità di Alitalia su questo segmento è rimasta sostanzialmente invariata (stessi aeromobili, identica offerta, identica domanda), la sua quota di mercato si è ridotta a poco più del 25%.
Con la domanda di traffico a lungo raggio soddisfatta sia allora che adesso Alitalia non può sostenere due hub: la decisione del 1998 è stata un errore e quella attuata ieri una dolorosa ma necessaria correzione. Tuttavia, se ora Alitalia avesse il 50% del mercato a lungo raggio, cioè la quota di mercato di allora applicata alle dimensioni attuali del mercato, due hub sarebbero perfettamente sostenibili. Il 50% del mercato, ma in realtà basterebbe anche il 40%, è una percentuale non implausibile se si considera che stiamo parlando di un segmento non libero ma ancora duopolizzato dai trattati internazionali (tranne che per i collegamenti con gli USA, appena aperti alla competizione).
Quali requisiti avrebbero potuto portare a una posizione così solida di Alitalia? La sua possibilità di crescere nel tempo, aumentando l'offerta (sarebbero infatti necessari circa 60 aeromobili a lungo raggio per i due hub, il doppio di quelli effettivi), congiunta alla capacità di essere competitiva in termini di qualità e di costi. Si tratta di requisiti abituali, perchè necessari, nelle imprese a gestione privatistica operanti in mercati concorrenziali. Con la gestione pubblica, invece, il secondo requisito è stato mancato soprattutto per gli effetti della cogestione sindacale e del comando politico su Malpensa che hanno fatto lievitare i costi e mandato in deficit il bilancio; il primo, in conseguenza, è stato mancato per l'impossibilità di finanziare la crescita, non potendo per ovvi divieti europei ricapitalizzare a piacere con soldi dello stato un'azienda pubblica in deficit.
Da questa analisi si possono trarre due insegnamenti:
1) Se dieci anni fa anzichè aprire Malpensa per decisione politica si fosse privatizzata Alitalia, gettandola sul mercato, essa avrebbe avuto la necessità di essere competitiva e la conseguente possibilità di aumentare nel tempo la sua capacità di offerta;
2) Con Alitalia privatizzata nel 1998, e cresciuta nel tempo in maniera simile ad Air France, essa avrebbe ora i numeri per un secondo hub intercontinentale.
Se si fosse lasciato fare al mercato, ieri Alitalia avrebbe potuto inaugurare a Malpensa il suo secondo hub anzichè chiuderlo; invece, la pessima decisione politica di aprirlo a forza dieci anni fa ha affossato Alitalia che ha trascinato con sè anche Malpensa.
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domenica 30 marzo 2008
Dr. House Vs Michael Moore
Ne avevamo discusso qui, qui e qui, e lo ribadiamo: il Dr. House non supporta le mistificazioni sul sistema sanitario americanodi Sicko. Nella puntata trasmessa stasera sugli schermi nostrani, il burbero dottore, trasformato in un melenso Pacth Adams dal sapiente montaggio di un documentario girato nel suo ospedale, dichiara "non crederò più a Michael Moore".
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Concorrenza (Dizionario dell'Italia)
Concorrenza. Competizione tra imprenditori per la protezione del governo.
Io sono qui, ma non voto l'Udc
Anche per me un verdetto abbastanza sconfortante, come per lo sciccoso, LibertyFirst e Giovanni Boggero. Per chi ha messo il naso fuori dall'uovo essenzialmente ai tempi di Manipulite (per carità di Dio, con tutti i loro limiti, i loro abusi, e il pressapochismo demente da Comitato di salute pubblica in versione Bagaglino) e della Lega prima maniera (idem come sopra), il solo pensarsi vicini all'Udc è roba da smettere di rimandare il suicidio.Poi uno legge una dichiarazione come questa di Berlusconi (doveva essere la nostra Thatcher, ora è "il nuovo Fanfani"), e capisce che tanto moriremo democristiani comunque vada.
sabato 29 marzo 2008
Cattedra universitaria (Dizionario dell'Italia)
Cattedra universitaria. La moneta unica dell'Accademia italiana.
Mercato II (Dizionario dell'Italia)
Mercato (Definizione corretta). Aggregazione periodica di bancarellisti nazionali non in competizione tra di loro.
(N.B.: Ringrazio Andrea Giuricin per aver suggerito la correzione alla precedente definizione che era incompleta e persino ottimistica!)
(N.B.: Ringrazio Andrea Giuricin per aver suggerito la correzione alla precedente definizione che era incompleta e persino ottimistica!)
venerdì 28 marzo 2008
Mercato (Dizionario dell'Italia)
Mercato. Aggregazione periodica di bancarellisti. In Italia non si conoscono significati ulteriori del termine.
giovedì 27 marzo 2008
Azienda sanitaria (Dizionario dell'Italia)
Azienda sanitaria. Organizzazione produttiva nella quale primari con tessera curano la salute dei partiti di riferimento.
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