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domenica 25 maggio 2008

Dr. Catri e Mr. Calà

Pare che venerdì alla LUISS sia andato in scena uno spettacolo straordinario durante la prolusione del presidente dell'AGCM.



Di fronte alla platea dei laureati in giurisprudenza dell'ateneo di Confindustria, Antonio Catri si è azzardato a dichiarare che nei servizi pubblici a rete «appare necessaria l'introduzione di un regime di completa separazione proprietaria tra ambiti di monopolio [...] al fine di semplificare la struttura dei costi delle imprese regolate e di eliminare gli incentivi del gestore di rete all'adozione di comportamenti e strategie escludenti, intesi a impedire, limitare o falsare la concorrenza nei segmenti di attivita' verticalmente collegati». Chapeau! Non avremmo saputo dirlo meglio.

«In questo quadro – ha proseguito Catri – appare necessario rendere Rfi del tutto autonoma da Trenitalia». Peccato che a distanza di qualche minuto il suo collega Antonio Calà si sia issato sul podio per ribadire che quanto detto non vale per il settore del gas. O meglio, vale solo in parte.

È ben vero, infatti, che finalmente all'AGCM paiono essersi liberati della sciagurata superstizione che il monopolio della rete sia garanzia di forza contrattuale nell'approvvigionamento. Però, secondo Calà, «se noi, come è giusto, chiederemo l'undbundling, lo faremo a favore di una società europea da costituire con tutti i conferimenti di tutti i proprietari delle reti e per i traders col denaro». Come come? Credevamo che le ultime lettere dell'acronimo AGCM indicassero concorrenza e mercato, non community-wide monopoly. Un network europeo (pubblico, ça va sans dire, anche se Catricalà non lo specifica) è una idea esecrabile tanto per la competitività del settore quanto per l'efficienza delle infrastrutture, e davvero non si capisce perché dovremmo barattare ventisette monopoli locali verticalmente integrati con un enorme monopolio orizzontale nella distribuzione.

Insomma, questo Antonio Calà non convince proprio, e confidiamo che l'originale sia Antonio Catri. Se, però, Calà deve essere, noi scegliamo senza indugi il vecchio Jerry.


lunedì 28 aprile 2008

Scampato pericolo

Per ora, almeno. Certo un motivo di più per completare immediatamente la privatizzazione di Terna.

domenica 3 febbraio 2008

Bernabè e Galateri: a che gioco giochiamo?

UPDATE: Ne parlo su Libero Mercato.

E noi che credevamo che la strada per la separazione della rete fosse tutta in discesa. Pare, invece, che ai vertici Telecom non passi nemmeno per l'anticamera del cervello. Mentre al ministero delle Comunicazioni si aprono le offerte per le frequenze del WiMax, forse illudendosi che si tratti della panacea di tutti i mali, questa è una brutta notizia per chi pensava che un mercato concorrenziale delle TLC fosse finalmente alla portata.

mercoledì 2 gennaio 2008

TLC / Un bilancio del 2007 ed il 2008 che verrà

Si è chiuso un anno forse deludente per chi s'attendeva rivoluzioni nel campo TLC, magari con la ciliegina della separazione della rete. Per parte nostra, avevamo segnalato già nel 2006 - all'epoca del piano Rovati, per intenderci - quale fosse la via da percorrere.

Dopo quindici mesi in cui la soluzione all'inglese è stata al più agitata come una clava per distogliere lo straniero dalle sue mire espansionistiche, siamo ancora al punto di partenza. Ma con una novità rilevante: un procedimento finalmente in moto all'AGCOM, che dovrebbe portare - visto anche l'atteggiamento prima facie collaborativo dei nuovi vertici Telecom - ad una soluzione condivisa, da cui tutte le parti otterrebbero considerevoli vantaggi.

A dire il vero, non si tratta dell'unico botto che il settore delle TLC ci ha riservato nell'ultimo tratto del 2007: lo sviluppo dell'IPTv, su cui scommettono forte Wind e Tiscali, aggiungendo le proprie offerte a quelle consolidate di Alice e Fastweb; l'integrazione tra VoIp e telefonia mobile sperimentato da Tre; l'ingresso sul mercato di numerosi operatori mobili virtuali (MVNO); la grande attesa per l'asta WiMax, che dopo le manifestazioni d'interesse di dicembre entrerà nel vivo nelle prossime settimane.

Ci affacciamo, così, al 2008 con la consapevolezza che il vecchio telefono fisso (a differenza del posto fisso) potrebbe non essere più in cima alle preferenze degli italiani: a dimostrazione del fatto che l'innovazione corre sempre più velocemente dei regolatori. Senza rendere necessariamente superfluo il loro operato. E senza dimenticare che a quest'ultimi basta una svista per riportare indietro l'orologio.

I nostri desiderata li stiamo esponendo per tempo: chissà che nel 2008 Babbo Natale non ci lasci sotto l'albero un mercato TLC davvero più libero. Auguri!

PS A più breve scadenza, ci permettiamo di suggerire alla Befana di dare ascolto ad Enzo Savarese, e metter mano all'abolizione della tassa di concessione sui telefonini in abbonamento. Sarebbe un bel modo per cominciare l'anno nuovo, non vi pare?